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Procedura

Come archiviare la cartella sanitaria

Risposta rapida

Lettura ~1 min
La cartella sanitaria e di rischio è custodita dal medico competente nel rispetto del segreto professionale e della normativa privacy. Va aggiornata ad ogni visita, accessibile al lavoratore e gestita correttamente in caso di subentro o cessazione del rapporto. I tempi di conservazione dipendono dalla tipologia di rischio.

Copertura nazionale

Operiamo in tutte le regioni italiane

Medici iscritti elenco

Medici competenti abilitati e iscritti all’elenco nazionale

Conformità D.Lgs. 81/08

Servizi in linea con il Testo Unico Sicurezza

Gestione scadenze inclusa

Calendario visite, allegato 3B, riunioni

Trasparenza su costi

Preventivi chiari, senza voci nascoste

Quando applicare la procedura

In modo continuativo per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria; con specifica attenzione nei casi di subentro medico, cessazione del rapporto o cessazione attività.

Documenti necessari

  • Cartella sanitaria e di rischio
  • Giudizi di idoneità
  • Referti esami integrativi
  • Registro accessi

Procedura passo passo

  1. Conserva la cartella presso il medico. La cartella sanitaria e di rischio è custodita dal medico competente, sotto la sua responsabilità.
  2. Garantisci la sicurezza fisica/digitale. Adotta misure di sicurezza adeguate per impedire accessi non autorizzati.
  3. Aggiorna ad ogni visita. Inserisci esiti visite, accertamenti, giudizi e ogni variazione rilevante.
  4. Gestisci accesso del lavoratore. Il lavoratore ha diritto di accedere alla propria cartella.
  5. Trasferimento in caso di subentro. In caso di cambio medico, trasferisci la cartella al nuovo medico in plico chiuso.
  6. Cessazione del rapporto di lavoro. Alla cessazione, consegna copia al lavoratore; l'originale resta presso il medico secondo la normativa.
  7. Conservazione nel tempo. Conserva secondo i termini previsti dalla normativa specifica per la tipologia di rischio.

Tempi tipici e conservazione

  • Aggiornamento della cartella: contestuale ad ogni visita medica.
  • Conservazione minima per rischi generici: almeno 10 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
  • Conservazione per agenti cancerogeni o mutageni: 40 anni dalla cessazione dell'esposizione, ex art. 243 D.Lgs. 81/08.
  • Calcolo scadenza: usa il calcolatore di conservazione cartelle sanitarie per verificare i termini per ciascuna mansione.

Errori comuni

  • Far accedere il datore di lavoro ai dati clinici
  • Conservare cartelle senza misure di sicurezza
  • Non rilasciare copia al lavoratore alla cessazione
  • Non trasferire la cartella in caso di subentro

Come 123 Medico Competente gestisce questa procedura

Utilizziamo archivi digitali sicuri e processi standardizzati per gestione, accesso e trasferimento delle cartelle. Richiedi un preventivo.

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Domande frequenti

Per quanto tempo va conservata la cartella sanitaria?
I tempi dipendono dalla tipologia di rischio. Per rischi generici la conservazione minima è di almeno 10 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro ex art. 25 c. 1 lett. c) D.Lgs. 81/08. Per agenti cancerogeni o mutageni il termine sale a 40 anni dalla cessazione dell'esposizione ex art. 243 D.Lgs. 81/08.
Il datore di lavoro può consultare la cartella sanitaria?
No, la cartella sanitaria è coperta da segreto professionale ex art. 25 c. 1 lett. c) D.Lgs. 81/08. Il datore riceve solo il giudizio di idoneità, non i dati clinici né gli esiti degli accertamenti.
Cosa succede in caso di cessazione dell'attività aziendale?
Le cartelle vanno gestite secondo la normativa: il medico competente le consegna al datore di lavoro, che le custodisce e, su richiesta, le trasferisce al competente organo di vigilanza territoriale (ASL/ATS) ex art. 25 c. 1 lett. e) D.Lgs. 81/08.
Entro quanto tempo si deve consegnare la cartella al lavoratore alla cessazione del rapporto?
All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, il medico competente consegna al lavoratore copia della cartella sanitaria e di rischio, ed informa il datore di lavoro per la custodia ex art. 25 c. 1 lett. c) D.Lgs. 81/08. Non è previsto un termine specifico in giorni, ma la consegna deve avvenire contestualmente o subito dopo la cessazione.
Chi conserva la cartella sanitaria: il medico o il datore di lavoro?
La cartella sanitaria è istituita e custodita dal medico competente, sotto la sua responsabilità, durante il rapporto di lavoro (art. 25 c. 1 lett. c) D.Lgs. 81/08). Alla cessazione dell'incarico del medico, le cartelle vengono consegnate in plico chiuso al datore di lavoro, che le affida al medico subentrante.
Le cartelle sanitarie devono essere conservate in formato cartaceo o digitale?
La normativa non impone un formato specifico: è ammessa la conservazione sia cartacea sia digitale, purché siano garantite integrità, immodificabilità e riservatezza dei dati (GDPR, D.Lgs. 196/2003). Il formato digitale firmato elettronicamente è considerato equivalente all'originale cartaceo.

Hai altre domande? Contatta 123 Medico Competente.

Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. Art. 25 c. 1 lett. c) e n) D.Lgs. 81/08 — Istituzione, custodia e consegna della cartella sanitaria e di rischio
  2. Art. 53 D.Lgs. 81/08 — Tenuta dei documenti: modalità di conservazione in forma cartacea o informatica
  3. Art. 243 D.Lgs. 81/08 — Registri e cartelle sanitarie per esposizione ad agenti cancerogeni (40 anni)
  4. Regolamento UE 2016/679 (GDPR) — Trattamento dei dati personali sanitari
  5. D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 — Codice Privacy

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