Domande e risposte
Chi custodisce le cartelle sanitarie e di rischio?
Il medico competente, presso il proprio studio o presso l’unità produttiva, con misure di sicurezza e riservatezza adeguate.
Il datore di lavoro può leggerle?
No, sono coperte da segreto professionale; il datore riceve solo i giudizi di idoneità.
Quanto tempo si conservano?
Per tutta la durata del rapporto di lavoro e successivamente nei termini di legge per documentazione sanitaria.
Cosa succede in caso di chiusura azienda?
Le cartelle vanno consegnate all’ISPESL/INAIL secondo le indicazioni normative o trasmesse al lavoratore secondo procedure.
Il lavoratore può chiedere copia della propria cartella?
Sì, ha diritto di accesso ai dati sanitari che lo riguardano.
La cartella può essere informatizzata?
Sì, purché siano garantite sicurezza, integrità e tracciabilità nel rispetto del GDPR.
Quali dati contiene?
Anamnesi, esami, giudizi di idoneità, esposizioni a rischio, eventuali infortuni rilevanti.
Chi è titolare del trattamento?
Il datore di lavoro è titolare, il medico competente opera in piena autonomia professionale come incaricato del trattamento dei dati sanitari.
Serve informativa privacy ai lavoratori?
Sì, va consegnata prima dell’avvio della sorveglianza sanitaria.
I dati possono essere condivisi con l’INAIL?
Sì, in forma aggregata e nei casi specifici previsti dalla normativa.