Cosa prevede la normativa
L'art. 16 del GDPR riconosce il diritto di ottenere dal Titolare la rettifica dei dati personali inesatti senza ingiustificato ritardo e l'integrazione dei dati incompleti, anche tramite una dichiarazione integrativa.
Cosa puoi richiedere
- Correzione di un errore di trascrizione (nome, indirizzo, email).
- Aggiornamento di dati aziendali (ragione sociale, P. IVA, sede).
- Integrazione di informazioni mancanti rilevanti per il trattamento.
Dati sanitari dei lavoratori: limiti alla rettifica
I dati contenuti nelle cartelle sanitarie e di rischio sono categorie particolari ai sensi dell'art. 9 GDPR. Il trattamento nell'ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria si fonda su art. 9.2.b GDPR (obblighi in materia di diritto del lavoro e sicurezza sul lavoro) e art. 9.2.h GDPR (medicina preventiva/del lavoro), nel contesto di cui all'art. 88 GDPR e al D.Lgs. 81/2008.
Il lavoratore può richiedere la rettifica di dati anagrafici errati (nome, cognome, data di nascita) presenti nella propria cartella sanitaria rivolgendosi al Medico Competente incaricato. Per i giudizi di idoneità lavorativa, che costituiscono valutazioni mediche e non semplici dati di fatto, non opera la rettifica ordinaria ex art. 16 GDPR: le eventuali contestazioni seguono il procedimento previsto dall'art. 41, c. 9, D.Lgs. 81/2008 (ricorso all'organo di vigilanza territorialmente competente entro 30 giorni dalla comunicazione del giudizio).
Come esercitare il diritto
Invia la richiesta indicando il dato errato e quello corretto, allegando se possibile documento giustificativo (es. visura camerale aggiornata), a info@pmiservizi.it oppure tramite il modulo nella pagina Diritti dell'interessato.
Tempi di risposta
Entro 30 giorni, prorogabili di 60 giorni per richieste complesse.
Cosa fare se la risposta non ti soddisfa
Reclamo al Garante o ricorso al giudice ordinario.