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Lavoratrici madri: tutele sanitarie

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Le lavoratrici in gravidanza, puerperio e allattamento (entro 7 mesi dal parto, in alcuni casi fino a un anno) sono tutelate dal D.Lgs. 151/2001: divieto di mansioni a rischio, esonero dal lavoro notturno, possibilità di spostamento ad altra mansione compatibile. Il medico competente, valutati i rischi, indica se sei esposta a lavorazioni vietate e collabora con il datore di lavoro per individuare alternative o, se non disponibili, attivare l'astensione anticipata tramite l'ispettorato.

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Avviso importante

Queste informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere medico né quello legale. Per situazioni personali rivolgiti al medico competente, al medico curante, all'Ispettorato Territoriale del Lavoro o a un legale di fiducia.

Quadro normativo: D.Lgs. 151/2001 e art. 28 c. 3 D.Lgs. 81/08

Le tutele per le lavoratrici madri derivano dall'integrazione di due pilastri normativi:

  • D.Lgs. 151/2001 — Testo Unico maternità e paternità: disciplina il divieto di adibire la lavoratrice a lavorazioni faticose, pericolose o insalubri (art. 7 e allegati A e B), l'aggiornamento della valutazione del rischio (art. 11), la possibilità di spostamento ad altra mansione (art. 7 c. 2 e 3) e l'esonero dal lavoro notturno fino al compimento di un anno del bambino (art. 53).
  • D.Lgs. 81/2008, art. 28 c. 3: impone al datore di lavoro di valutare i rischi connessi alle lavoratrici in età fertile e, in gravidanza, di aggiornare il DVR con la valutazione del rischio specifico, con il contributo del medico competente.

Quando comunicare lo stato di gravidanza

Appena possibile, con comunicazione scritta al datore di lavoro (art. 6 D.Lgs. 151/2001): la tutela si attiva dalla data di ricezione della comunicazione. Non è necessario attendere la fine del terzo mese.

Cosa è vietato (allegati A e B D.Lgs. 151/2001)

  • Lavorazioni faticose, pericolose o insalubri elencate negli allegati A e B del D.Lgs. 151/2001, durante la gravidanza e fino a sette mesi dal parto.
  • Lavoro notturno fino al compimento di un anno del bambino (art. 53 D.Lgs. 151/2001).
  • Trasporto e sollevamento manuale di carichi rilevanti.
  • Esposizione ad agenti chimici classificati CMR (cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione) e biologici a rischio fetotossico.

Cosa fa il medico competente (art. 28 c. 3 D.Lgs. 81/08)

In coerenza con l'art. 28 c. 3 del D.Lgs. 81/2008 e con l'art. 11 del D.Lgs. 151/2001, il medico competente:

  • Collabora alla valutazione dei rischi specifici per la mansione svolta dalla lavoratrice gestante o puerpera.
  • Formula un giudizio di idoneità alla mansione tenendo conto dello stato di gravidanza.
  • Propone adeguamenti della postazione o il cambio temporaneo di mansione, se la mansione attuale presenta rischi non eliminabili.
  • Informa la lavoratrice sui rischi valutati e sulle misure di protezione adottate.

La decisione formale di astensione anticipata spetta all'Ispettorato Territoriale del Lavoro (art. 17 D.Lgs. 151/2001).

Diritti della lavoratrice madre (art. 20 D.Lgs. 81/08)

La lavoratrice madre ha diritto a:

  • Essere valutata specificamente per i rischi connessi alla gravidanza e all'allattamento (art. 28 c. 3 D.Lgs. 81/2008 e art. 11 D.Lgs. 151/2001).
  • Essere spostata ad altra mansione compatibile senza riduzione della retribuzione (art. 7 c. 2 D.Lgs. 151/2001).
  • Ricevere copia scritta del giudizio di idoneità alla mansione specifica (art. 41 c. 6-bis D.Lgs. 81/2008).
  • Fare ricorso avverso il giudizio entro 30 giorni all'organo di vigilanza (art. 41 c. 9 D.Lgs. 81/2008).

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Domande frequenti

Posso chiedere io di cambiare mansione?
Sì, puoi segnalare la situazione al datore di lavoro e al medico competente per la valutazione ai sensi dell'art. 7 e art. 11 D.Lgs. 151/2001. Il medico competente esprime un parere sui rischi e sull'idoneità alla mansione in coerenza con l'art. 28 c. 3 D.Lgs. 81/2008.
Lo stipendio cambia in astensione anticipata?
Le tutele economiche dipendono dalla tipologia di astensione: consulta INPS, patronato o legale.
Per le lavoratrici a termine il D.Lgs. 151/2001 si applica?
Sì. Il D.Lgs. 151/2001 si applica indipendentemente dalla tipologia contrattuale, garantendo le tutele per la maternità anche alle lavoratrici a termine.
Il datore deve aggiornare il DVR in caso di gravidanza?
Sì. Ai sensi dell'art. 28 c. 3 del D.Lgs. 81/2008 e dell'art. 11 del D.Lgs. 151/2001, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici connessi allo stato di gravidanza e aggiornare le misure di prevenzione, con il contributo del medico competente.
Le tutele valgono anche dopo il parto?
Sì. Il divieto di lavorazioni pericolose (allegati A e B D.Lgs. 151/2001) si estende fino a sette mesi dal parto. L'esonero dal lavoro notturno (art. 53 D.Lgs. 151/2001) dura fino al compimento di un anno del bambino.
Cosa succede se risulto non idonea alla mansione in gravidanza?
In coerenza con l'art. 7 c. 2 e 3 del D.Lgs. 151/2001 e con l'art. 42 del D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro è tenuto ad adibire la lavoratrice a mansioni equivalenti o, in mancanza, a mansioni inferiori, con conservazione della retribuzione. In assenza di mansioni compatibili, può essere avviata la procedura di astensione anticipata ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 151/2001 tramite l'Ispettorato Territoriale del Lavoro. La lavoratrice può fare ricorso avverso il giudizio entro 30 giorni all'organo di vigilanza (art. 41 c. 9 D.Lgs. 81/2008).

Hai altre domande? Contatta 123 Medico Competente.

Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 151/2001 — Testo Unico tutela maternità e paternità, artt. 6, 7, 11, 17, 53 e allegati A e B — GU n. 96 del 26-04-2001, S.O. n. 93
  2. D.Lgs. 81/2008, art. 28 c. 1 e c. 3 — valutazione di tutti i rischi inclusi quelli connessi a genere, gravidanza e allattamento — GU Serie Generale n. 101 del 30-04-2008
  3. D.Lgs. 81/2008, art. 41 c. 9 — ricorso avverso il giudizio di idoneità entro 30 giorni all'organo di vigilanza territoriale (ASL/ATS) — GU Serie Generale n. 101 del 30-04-2008
  4. Direttiva 92/85/CEE — sicurezza e salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento sul luogo di lavoro — GUCE L 348 del 28-11-1992
  5. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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