La base comune: Direttiva quadro 89/391/CEE
La Direttiva 89/391/CEE del Consiglio del 12 giugno 1989 stabilisce i principi generali minimi obbligatori per tutti gli Stati UE: valutazione dei rischi, nomina di un servizio di prevenzione e protezione, accesso alla sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischi specifici (art. 14 della Direttiva), informazione e formazione dei lavoratori, coinvolgimento dei rappresentanti. Ogni Stato membro ha recepito con architetture proprie: Italia con D.Lgs. 626/1994 prima e D.Lgs. 81/2008 poi; Germania con l'Arbeitschutzgesetz (ArbSchG, 1996); Francia con il Code du Travail (Livre IV); Spagna con la LPRL 31/1995.
Ruoli equivalenti del medico del lavoro nei principali Paesi UE
| Paese | Figura | Nomina | Base normativa |
|---|---|---|---|
| Italia | Medico competente | Individuale dal datore (artt. 18, 39 D.Lgs. 81/08) | D.Lgs. 81/2008, artt. 25 e 38-42 |
| Germania | Betriebsarzt | Individuale o tramite servizi, obbligatorio (ASiG 1973) | Arbeitssicherheitsgesetz (ASiG), ArbSchG |
| Francia | Médecin du travail | Tramite SPST/SPSTI (servizi collettivi) | Code du Travail, art. L4622-1 e segg. |
| Spagna | Médico del trabajo (Servicio de Vigilancia de la Salud) | Tramite SPP interno o SPA esterno | LPRL 31/1995, art. 22; RD 39/1997 |
| UK | Occupational Health Physician (non obbligatorio) | Volontario / mercato | Health and Safety at Work Act 1974, Management Regs 1999 |
Frequenze delle visite mediche a confronto
In Italia la frequenza base è annuale per i lavoratori esposti a rischi tabellati, personalizzabile dal medico competente ai sensi dell'art. 41, co. 2, D.Lgs. 81/08. In Germania le frequenze sono definite nei cataloghi DGUV/BGV per categoria di rischio (da 12 a 36 mesi). In Francia, dopo la riforma Loi El Khomri (2016), la frequenza base è quinquennale per lavoratori senza rischi particolari (Suivi Individuel Simple — SIS), con visite più ravvicinate per lavori a rischio (Suivi Individuel Renforcé — SIR). In Spagna la periodicità è fissata per accordi collettivi o piani di prevenzione interni. Il UK non prevede frequenze obbligatorie per legge.
Statistiche di infortuni: fonti e comparabilità
Le statistiche infortuni e malattie professionali sono raccolte da enti nazionali — INAIL (Italia), INRS (Francia), BAuA (Germania), HSE (UK), INSST (Spagna) — e armonizzate da EUROSTAT tramite il protocollo ESAW (European Statistics on Accidents at Work). Il tasso di incidenza per 100.000 lavoratori è il principale indicatore comparabile, ma permangono differenze nelle soglie di denuncia e nelle definizioni di malattia professionale tra i diversi sistemi nazionali. In coerenza con i dati EU-OSHA 2022, l'Italia registra un tasso di infortuni mortali in linea con la media UE-27, con progressivi miglioramenti dal 2008.
Implicazioni per aziende multinazionali con sedi in più Paesi UE
Le aziende attive in più paesi UE devono applicare la normativa locale di ciascuno Stato membro per i lavoratori che vi operano. Non esiste un sistema di sorveglianza sanitaria UE unificato: ogni sede è soggetta al diritto nazionale. Una policy comune (global health and safety policy) è adottata dalle multinazionali come standard minimo, ma la declinazione operativa — figure responsabili, frequenze, esami, cartelle sanitarie — deve rispettare il framework del paese di riferimento. In Italia il documento operativo fondamentale è il protocollo sanitario, predisposto dal medico competente ai sensi dell'art. 25, co. 1, lett. b, D.Lgs. 81/08.
Paesi Bassi e Scandinavia: modelli alternativi
Nei Paesi Bassi la sorveglianza sanitaria è affidata agli Arbodienstens (servizi di medicina del lavoro accreditati), obbligatori per tutte le aziende ai sensi della Arbeidsomstandighedenwet (Arbo-wet, 1994). Il medico del lavoro olandese (Bedrijfsarts) opera all'interno di strutture pluridisciplinari e ha una funzione rilevante nel reinserimento lavorativo dei lavoratori in malattia (Wet Verbetering Poortwachter, 2002). In Svezia e negli altri paesi nordici la sorveglianza (Företagshälsovård in svedese) è volontaria nella maggior parte dei settori ma fortemente incentivata da accordi collettivi nazionali. Il modello scandinavo privilegia la prevenzione primaria e la partecipazione dei lavoratori rispetto alla medicalizzazione del rischio. Sia il sistema olandese sia quello nordico hanno tassi di infortuni mortali tra i più bassi dell'UE (dati EUROSTAT/ESAW 2022).