Cosa fa EU-OSHA e che cosa non fa
EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, con sede a Bilbao, istituita dal Regolamento CE n. 2062/1994) è un'agenzia di ricerca e informazione: raccoglie dati statistici tramite il protocollo ESAW (European Statistics on Accidents at Work), pubblica linee guida, gestisce campagne di sensibilizzazione (come la campagna «Ambienti di lavoro sani e sicuri») e supporta gli Stati membri nell'attuazione della normativa. EU-OSHA non ha potere normativo diretto sulle imprese: non emana regolamenti vincolanti. La legislazione obbligatoria per le imprese italiane è il D.Lgs. 81/2008.
La Direttiva 89/391/CEE e il suo recepimento in Italia
La Direttiva quadro 89/391/CEE del 12 giugno 1989, adottata ai sensi dell'art. 118A del Trattato CEE, fissa i principi minimi comuni di sicurezza: obbligo di valutazione dei rischi, nomina di un responsabile della prevenzione e protezione, accesso alla sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischi specifici (art. 14), informazione e formazione, coinvolgimento dei rappresentanti. In Italia il recepimento avvenne con il D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626, poi rifuso nel D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico), che ha implementato anche le Direttive figlie (rumore, vibrazioni, agenti chimici, ecc.). La Direttiva 2009/104/CE sull'uso delle attrezzature da lavoro integra il quadro per specifici rischi di contatto.
Confronto tra sistema sanzionatorio italiano e approcci negli altri Paesi UE
Il D.Lgs. 81/08 prevede sanzioni penali (arresto e ammenda) per le violazioni più gravi, ai sensi degli artt. 55-60. Questo approccio penalistico è più marcato rispetto a Germania e Francia, dove le sanzioni sono prevalentemente amministrative e graduate dall'ispettorato del lavoro (Arbeitschutzbehörde in Germania, Inspection du Travail in Francia). Nel UK il sistema si basa su enforcement notice e sanzioni civili elevate. La Direttiva 89/391/CEE lascia agli Stati la scelta del regime sanzionatorio, purché le sanzioni siano «effettive, proporzionate e dissuasive».
Il Piano Nazionale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (PNSSL)
In Italia l'attuazione della normativa UE è coordinata anche tramite i Piani nazionali triennali di sicurezza sul lavoro (PNSSL), elaborati dal Comitato ex art. 5 D.Lgs. 81/08. Questi piani definiscono le priorità di vigilanza, le campagne di prevenzione e le risorse destinate agli enti ispettivi (INL e ASL/ATS-SPSAL). A livello europeo, EU-OSHA supporta la pianificazione con il Quadro strategico EU per la salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, che individua cinque priorità: gestione del cambiamento tecnologico, prevenzione delle malattie professionali, salute mentale, invecchiamento della forza lavoro e preparazione alle crisi.
Vigilanza ispettiva: ATS/ASL in Italia vs corrispondenti europei
In Italia la vigilanza sull'applicazione del D.Lgs. 81/08 è affidata all'ASL/ATS (SPSAL/SPreSAL) per la salute e all'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) per gli aspetti contrattuali. Il sistema è duale e ha radici nella L. 833/1978. In Germania la vigilanza è affidata alle Berufsgenossenschaften (BG) per settore e alle Arbeitschutzbehörden dei Länder; in Francia all'Inspection du Travail (DREETS); in Spagna all'Inspección de Trabajo y Seguridad Social. Tutti derivano dalla Direttiva 89/391/CEE, art. 4, che obbliga gli Stati a garantire «un controllo appropriato».