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Lessico medico

Asma occupazionale

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L'asma occupazionale è una forma di asma causata o significativamente aggravata dall'esposizione ad agenti presenti nei luoghi di lavoro, di natura sensibilizzante (es. farine, isocianati, lattice, enzimi) o irritante. Si manifesta con dispnea, sibili, tosse e oppressione toracica, spesso con andamento legato alle giornate lavorative. La diagnosi integra anamnesi, spirometria seriata, test di reattività e talora prove specifiche. È una delle malattie professionali respiratorie più rilevanti.

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Definizione

Asma causata o aggravata dall'esposizione lavorativa ad agenti sensibilizzanti (meccanismo immunologico IgE-mediato o non IgE-mediato) o irritanti (meccanismo non immunologico). È inserita nelle tabelle delle malattie professionali INAIL (D.M. 9 aprile 2008 e s.m.i.) e, quando l'esposizione ad agenti chimici sensibilizzanti è documentata nel DVR, attiva l'obbligo di sorveglianza sanitaria ai sensi dell'art. 229 co. 1 D.Lgs. 81/08 (Titolo IX Capo I – Agenti chimici pericolosi).

Contesto lavorativo

Riguarda principalmente fornai e pastai (farine, cereali), personale sanitario (lattice, glutaraldeide, farmaci aerodispersi), parrucchieri (persolfati alcalini), lavoratori della plastica e della verniciatura (isocianati, TDI, MDI), addetti alla produzione di detersivi (enzimi). Gli agenti sensibilizzanti respiratori rientrano nelle categorie H334 del Regolamento CLP/CE n. 1272/2008, soggetti a valutazione del rischio chimico ai sensi dell'art. 223 D.Lgs. 81/08.

Rilevanza per la sorveglianza sanitaria

Quando il DVR identifica un'esposizione ad agenti sensibilizzanti respiratori, il medico competente predispone un protocollo sanitario (art. 25 co. 1 lett. b D.Lgs. 81/08) che include spirometria basale e seriata. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria ai sensi dell'art. 229 co. 1 D.Lgs. 81/08. L'identificazione precoce è essenziale: l'allontanamento tempestivo dall'esposizione può arrestare il danno. In caso di diagnosi confermata, il medico competente esprime il giudizio di idoneità (art. 41 co. 6 D.Lgs. 81/08) e ha l'obbligo di segnalazione all'INAIL ai sensi dell'art. 139 D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124.

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Disclaimer

Pagina informativa medico-tecnica. Non sostituisce parere clinico personale.

Normativa specifica

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Domande frequenti

È sempre reversibile?
Può migliorare con l'allontanamento dall'esposizione, ma può persistere o aggravarsi se la diagnosi è tardiva. Per questo la sorveglianza sanitaria periodica, tramite spirometria e anamnesi mirata, è fondamentale per l'identificazione precoce.
Quale esame è dirimente?
La diagnosi si basa su un insieme di accertamenti: spirometria basale e seriata (con misurazioni al lavoro e lontano da esso), test di provocazione bronchiale aspecifico, test di provocazione specifico con l'agente sospetto (bronchial challenge) e, nei casi di origine allergica, skin prick test e IgE specifiche. La valutazione integrata è competenza dello specialista in malattie respiratorie o medicina del lavoro.
L'asma occupazionale è una malattia professionale indennizzabile?
Sì, l'asma bronchiale professionale è inserita nell'elenco delle malattie professionali INAIL (Tabella delle malattie professionali nell'industria, D.M. 9 aprile 2008 e s.m.i.), con obbligo di denuncia/segnalazione da parte del medico competente ai sensi dell'art. 139 D.P.R. 1124/1965 e dell'art. 10 D.Lgs. 38/2000.

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Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 81/08, Titolo IX Capo I — Agenti chimici; Titolo X — Agenti biologici
  2. D.M. 9 aprile 2008 – Tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura
  3. SIMLII — Linee guida per la sorveglianza sanitaria delle malattie respiratorie professionali

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