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Metodo di valutazione · Valutazione generale del rischio

Matrice di valutazione del rischio (R = P × D)

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La matrice di valutazione del rischio è lo strumento semiquantitativo più diffuso per stimare e rappresentare i rischi nell'ambito del documento di valutazione dei rischi. Si fonda sulla definizione del rischio come prodotto di due fattori: la probabilità (P) che un evento dannoso si verifichi e la magnitudo o gravità del danno (D) che ne può derivare, secondo la relazione R = P × D. A ciascun fattore si assegna un valore su una scala (tipicamente da 1 a 4), in base a criteri predefiniti; il prodotto colloca il rischio in una matrice a doppia entrata, in cui le celle sono associate a fasce e colori (ad esempio basso, medio, alto, molto alto). La matrice consente di ordinare i rischi per priorità e di programmare le misure di prevenzione e protezione. È un metodo flessibile e trasparente, ampiamente impiegato nella redazione del DVR previsto dagli artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08, pur richiedendo criteri ben definiti per ridurre la soggettività.

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Che cosa misura

L'entità di un rischio combinando la probabilità di accadimento e la gravità del danno, per stabilire le priorità.

Come funziona

  1. Si definiscono le scale di probabilità (P) e di danno (D), tipicamente da 1 a 4.
  2. Si attribuisce a ciascun rischio un valore di P e uno di D secondo criteri predefiniti.
  3. Si calcola R = P × D.
  4. Si colloca il risultato nella matrice a doppia entrata e nella relativa fascia di rischio.
  5. Si ordinano i rischi per priorità e si pianificano le misure.

Valori e fasce di riferimento

Con scale 1-4, R varia da 1 a 16; le fasce tipiche sono rischio basso, medio, alto e molto alto. Le soglie esatte sono definite nei criteri del DVR.

Norma o riferimento

D.Lgs. 81/08, artt. 17 e 28 (valutazione dei rischi)

Applicazioni e settori

  • Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
  • Definizione delle priorità di intervento
  • Valutazione di rischi privi di metodi specifici dedicati

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Domande frequenti

Come si interpreta la formula R = P × D?
Il rischio è tanto maggiore quanto più sono elevate la probabilità che l'evento accada e la gravità del danno atteso. Il prodotto dei due valori colloca il rischio in una fascia di priorità.
La matrice di rischio basta per ogni tipo di rischio?
È adatta a una valutazione generale e ai rischi senza metodi specifici. Per rischi come rumore, vibrazioni, MMC o agenti chimici si usano i metodi e i parametri dedicati previsti dalle norme.

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Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 81/08, artt. 17 e 28 — Valutazione dei rischi

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