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Lessico medico

Ipertensione arteriosa e lavoro

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L'ipertensione arteriosa è una condizione cronica caratterizzata da valori pressori persistentemente elevati e rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare maggiore. In medicina del lavoro è rilevante in particolare per mansioni di sicurezza (guida professionale, lavori in quota, mansioni con responsabilità di terzi) in cui un evento cardiovascolare acuto può tradursi in danno proprio o altrui. La sua valutazione si integra con anamnesi, parametri clinici e, quando indicato, monitoraggio specialistico.

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Definizione

Condizione cronica di pressione arteriosa persistentemente elevata (≥ 140/90 mmHg secondo le linee guida ESH/ESC 2018) e principale fattore di rischio cardiovascolare modificabile. In medicina del lavoro assume rilievo nella formulazione del giudizio di idoneità alla mansione specifica (art. 41 co. 6 D.Lgs. 81/08), in particolare quando la mansione comporta rischi per sé o per terzi in caso di evento cardiovascolare acuto.

Contesto lavorativo

Rilevante in mansioni di sicurezza (autisti professionali soggetti al D.M. 30 marzo 2011 per i requisiti psicofisici della patente C/D/E, operatori di macchine pericolose, lavori in quota oltre 2 m ex art. 111 D.Lgs. 81/08) e in turno notturno (art. 11 D.Lgs. 66/2003, che prevede sorveglianza sanitaria per i lavoratori notturni). Le evidenze scientifiche associano il lavoro a turni e il lavoro notturno a un peggior controllo pressorio e a un maggior rischio cardiovascolare.

Rilevanza per la sorveglianza sanitaria

La valutazione pressoria rientra nella visita medica del lavoro (art. 41 D.Lgs. 81/08) quando il protocollo sanitario la prevede per mansioni a rischio cardiovascolare o di sicurezza. Il medico competente integra i valori pressori con la classe di rischio cardiovascolare globale e il tipo di mansione, formulando un giudizio di idoneità piena, con prescrizioni (es. controllo pressorio periodico obbligatorio, terapia farmacologica documentata) o non idoneità temporanea (art. 41 co. 6 D.Lgs. 81/08) in attesa di stabilizzazione.

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Disclaimer

Pagina informativa medico-tecnica. Non sostituisce parere clinico personale.

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Domande frequenti

Lavori notturni peggiorano l'ipertensione?
Le evidenze scientifiche mostrano un'associazione tra turnazione notturna cronica e alterazione del ritmo circadiano della pressione arteriosa (riduzione fisiologica notturna, fenomeno del 'non-dipping'), con conseguente maggior rischio cardiovascolare. Il D.Lgs. 66/2003 art. 11 prevede pertanto sorveglianza sanitaria specifica per i lavoratori notturni, nella quale il medico competente valuta anche l'equilibrio pressorio.
È sempre causa di non idoneità?
No. Il giudizio di idoneità dipende dalla gravità dell'ipertensione, dall'efficacia del controllo terapeutico e dal tipo di mansione. Per mansioni ordinarie senza rischi specifici, un'ipertensione ben controllata (valori <140/90 mmHg in terapia) non è di per sé causa di non idoneità. Per mansioni di sicurezza (guida professionale, lavori in quota, operazione di macchine pericolose), il medico competente valuta caso per caso la classe di rischio cardiovascolare globale e può prescrivere limitazioni o controlli periodici più frequenti (art. 41 co. 6 D.Lgs. 81/08).
Come valuta il medico competente l'ipertensione nelle mansioni di sicurezza?
Il medico competente integra i valori pressori con la classe di rischio cardiovascolare globale, il tipo di mansione e l'eventuale terapia in atto. Per mansioni di sicurezza (autisti professionali, lavori in quota, operatori di macchine pericolose) l'ipertensione non controllata può comportare un giudizio di idoneità con prescrizione (es. controllo pressorio periodico obbligatorio) o non idoneità temporanea, in attesa di stabilizzazione della pressione (art. 41 co. 6 D.Lgs. 81/08).

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Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 – art. 41 co. 6, giudizi di idoneità alla mansione
  2. ESH/ESC Guidelines for the Management of Arterial Hypertension
  3. INAIL – Rischio cardiovascolare nei lavoratori: valutazione e prevenzione

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