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Periodicità informativa

Cadenza visite per lavoratrici madri

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La gestione sanitaria della lavoratrice in gravidanza e fino a 7 mesi dopo il parto (o fino a 1 anno per il lavoro notturno) è SEMPRE definita dal medico competente in coordinamento con il datore di lavoro. Il D.Lgs. 151/2001 non fissa una cadenza fissa: alla comunicazione dello stato di gravidanza è necessaria una rivalutazione del rischio e, se necessario, modifica della mansione, integrata con la sorveglianza prevista dal D.Lgs. 81/08.

Copertura nazionale

Operiamo in tutte le regioni italiane

Medici iscritti elenco

Medici competenti abilitati e iscritti all’elenco nazionale

Conformità D.Lgs. 81/08

Servizi in linea con il Testo Unico Sicurezza

Gestione scadenze inclusa

Calendario visite, allegato 3B, riunioni

Trasparenza su costi

Preventivi chiari, senza voci nascoste

Quando è prevista

Si attiva alla comunicazione formale dello stato di gravidanza e prosegue durante il periodo di gravidanza, puerperio e allattamento, fino a 7 mesi dopo il parto (o 1 anno per il lavoro notturno). Riguarda tutte le donne lavoratrici a prescindere dal settore.

Cadenza indicativa secondo normativa

  • Visita straordinaria su comunicazione dello stato di gravidanza.
  • Rivalutazione del rischio (DVR) ai sensi dell'art. 28 c. 1 lett. f) del D.Lgs. 81/08.
  • Eventuale modifica delle condizioni di lavoro o cambio mansione (artt. 7-8 D.Lgs. 151/2001).
  • Astensione anticipata su disposizione dell'Ispettorato del Lavoro nei casi previsti.
  • Visita al rientro al lavoro post-partum e al rientro dall'allattamento.

Fattori che possono modificare la cadenza

  • Esposizione a rischi specifici (chimico, biologico, MMC, vibrazioni, radiazioni).
  • Tipologia oraria (lavoro notturno, turni).
  • Patologie correlate alla gravidanza.
  • Modifica temporanea o definitiva di mansione.

Come 123MC adatta la cadenza al caso aziendale

Il medico competente collabora con il datore di lavoro per la rivalutazione del rischio e la definizione delle misure di tutela nel protocollo sanitario, in coordinamento con l'Ispettorato del Lavoro nei casi di astensione anticipata.

Accertamenti nel protocollo per la lavoratrice in gravidanza (art. 25 c. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08)

Il medico competente definisce gli accertamenti nel protocollo sanitario ai sensi dell'art. 25 c. 1 lett. b) del D.Lgs. 81/08 e delle indicazioni del D.Lgs. 151/2001. Alla comunicazione della gravidanza il medico competente rivaluta l'esposizione ai rischi specifici: agenti chimici con rischio riproduttivo, biologici, radiazioni ionizzanti, MMC oltre le soglie degli Allegati A e B del D.Lgs. 151/2001, lavoro notturno (vietato fino a 1 anno di vita del bambino). In presenza di rischi incompatibili formula eventuali prescrizioni o proposta di cambio mansione al datore di lavoro ai sensi degli artt. 7-8 del D.Lgs. 151/2001. Gli esiti concorrono alla formulazione del giudizio di idoneità per lavoratrici madri ai sensi dell'art. 41 c. 2 D.Lgs. 81/08. Per una panoramica consulta il catalogo degli esami di sorveglianza sanitaria.

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Domande frequenti

Quando devo comunicare la gravidanza al datore di lavoro?
Appena possibile: la comunicazione attiva le tutele previste dal D.Lgs. 151/2001, compresa la rivalutazione del rischio e il divieto di esposizione a determinati agenti.
Quali lavori sono vietati in gravidanza?
Sono vietati o limitati i lavori elencati negli Allegati A e B del D.Lgs. 151/2001 (es. radiazioni ionizzanti, alcuni agenti chimici, MMC oltre soglia, lavoro notturno).
Posso continuare a fare la videoterminalista?
L'uso del VDT non è di per sé vietato. Il medico competente valuta caso per caso, considerando postura e durata.
Qual è la periodicità minima della sorveglianza sanitaria per la lavoratrice in gravidanza?
Il D.Lgs. 151/2001 non fissa una cadenza numerica fissa. La visita straordinaria è immediata alla comunicazione della gravidanza; successivamente il medico competente stabilisce la periodicità nel protocollo sanitario in base ai rischi specifici, ai sensi dell'art. 25 c. 1 lett. b) del D.Lgs. 81/08. In presenza di rischi incompatibili è possibile la proposta di cambio mansione ex artt. 7-8 D.Lgs. 151/2001 o l'interdizione tramite Ispettorato del Lavoro.
La sorveglianza sanitaria prosegue anche dopo il parto?
Sì. La tutela si estende fino a 7 mesi dopo il parto per la generalità dei rischi e fino a 1 anno di vita del bambino per il lavoro notturno (art. 11 D.Lgs. 66/2003 e art. 53 D.Lgs. 151/2001). Il medico competente valuta le condizioni di allattamento e adegua il protocollo sanitario in coerenza con i rischi residui della mansione.

Hai altre domande? Contatta 123 Medico Competente.

Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — Testo Unico maternità e paternità
  2. D.Lgs. 81/08 — art. 28 c. 1 (valutazione dei rischi per lavoratrici in stato di gravidanza)
  3. D.Lgs. 81/08 — art. 41 (sorveglianza sanitaria)

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