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DPI · Protezione del capo · Categoria II

Elmetti di protezione (EN 397)

Risposta rapida

Lettura ~1 min
Gli elmetti di protezione per l’industria proteggono il capo dalla caduta di oggetti e dagli urti. La norma EN 397 definisce i requisiti obbligatori (assorbimento degli urti, resistenza alla penetrazione, infiammabilità, punti di ancoraggio della bardatura) e i requisiti opzionali, identificati da sigle: temperature molto basse (-20 °C o -30 °C), temperatura molto elevata (+150 °C), isolamento elettrico fino a 440 V in corrente alternata (440 V c.a.), deformazione laterale (LD) e schizzi di metallo fuso (MM). Esistono norme correlate per casi specifici, come la EN 12492 per l’alpinismo e i lavori in quota con sottogola ad alta resistenza, e la EN 50365 per l’isolamento elettrico. L’elmetto deve essere regolato per aderire al capo, indossato con il sottogola allacciato dove richiesto e sostituito dopo un urto significativo o alla scadenza indicata dal fabbricante, poiché i materiali degradano nel tempo.

Copertura nazionale

Operiamo in tutte le regioni italiane

Medici iscritti elenco

Medici competenti abilitati e iscritti all’elenco nazionale

Conformità D.Lgs. 81/08

Servizi in linea con il Testo Unico Sicurezza

Gestione scadenze inclusa

Calendario visite, allegato 3B, riunioni

Trasparenza su costi

Preventivi chiari, senza voci nascoste

Inquadramento e categoria

  • Tipo di protezione: Protezione del capo
  • Categoria di rischio: Categoria II (Reg. UE 2016/425)

Rischi da cui protegge

  • Caduta di oggetti dall’alto
  • Urti contro ostacoli fissi
  • Schizzi di metallo fuso (modelli MM)
  • Rischio elettrico (modelli isolanti)

Norme tecniche di riferimento

  • EN 397 — elmetti di protezione per l’industria
  • EN 12492 — caschi per alpinismo e lavori in quota
  • EN 50365 — caschi isolanti per impianti a bassa tensione

Marcatura e conformità

DPI di II categoria con marcatura CE; sull’elmetto sono riportati norma, data di fabbricazione e sigle dei requisiti opzionali.

Uso corretto

  • Regolare la bardatura per una corretta aderenza
  • Allacciare il sottogola dove il rischio lo richiede (lavori in quota)
  • Verificare l’assenza di crepe e segni di degrado
  • Sostituire l’elmetto dopo un urto o alla scadenza prevista

Manutenzione e conservazione

Pulire con acqua e detergenti neutri, evitare l’esposizione prolungata ai raggi UV e ai solventi, rispettare la durata massima indicata dal fabbricante.

Obblighi del datore di lavoro (D.Lgs. 81/08)

Ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo III Capo II (artt. 74-79) e dell'Allegato VIII, il datore di lavoro fornisce i DPI a seguito della valutazione dei rischi quando non è possibile eliminare o ridurre sufficientemente i rischi alla fonte con misure tecniche di prevenzione collettiva. Sceglie DPI adeguati e marcati CE, ne assicura igiene e manutenzione, informa e forma i lavoratori e, per i DPI di III categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito, organizza un addestramento specifico (art. 77). Il lavoratore (art. 78) li utilizza correttamente, ne ha cura e segnala difetti o carenze.

Domande frequenti

Ogni quanto va sostituito un elmetto di protezione?
Va sostituito immediatamente dopo un urto significativo e comunque entro la durata massima indicata dal fabbricante, perché plastica e bardatura si degradano con il tempo, gli UV e gli agenti chimici.

Hai altre domande? Contatta 123 Medico Competente.

Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. EN 397 — Elmetti di protezione per l’industria
  2. Reg. (UE) 2016/425, Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai dispositivi di protezione individuale
  3. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro — Titolo III Capo II, artt. 74-79 e Allegato VIII

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