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Rischi lavorativi

Lavoro Notturno

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Il lavoro notturno comporta rischi specifici per la salute e richiede sorveglianza sanitaria dedicata. La disciplina di riferimento è il D.Lgs. 66/2003 (artt. 14-15), che impone accertamenti preventivi all'adibizione al lavoro notturno e visite periodiche almeno biennali. Le valutazioni mirano a verificare l'idoneità del lavoratore alla turnistica notturna e a individuare eventuali patologie incompatibili.

Copertura nazionale

Operiamo in tutte le regioni italiane

Medici iscritti elenco

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Conformità D.Lgs. 81/08

Servizi in linea con il Testo Unico Sicurezza

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Calendario visite, allegato 3B, riunioni

Trasparenza su costi

Preventivi chiari, senza voci nascoste

Cos'è il rischio

Il lavoro notturno può alterare il ritmo circadiano e aumentare il rischio di disturbi del sonno, cardiovascolari, metabolici e gastrointestinali. È lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore tra le 24 e le 5 per un certo numero di giorni l'anno (art. 1 D.Lgs. 66/2003).

Mansioni e settori interessati

Sorveglianza sanitaria — visite ed esami previsti

  • Visita medica preventiva prima dell'adibizione al lavoro notturno.
  • Visite periodiche almeno biennali.
  • Eventuali accertamenti cardiologici (ECG), ematochimici e specialistici.
  • Valutazione di patologie incompatibili con la turnistica notturna.

Riferimenti normativi (D.Lgs. 66/2003 e D.Lgs. 81/08)

  • D.Lgs. 66/2003, art. 1, comma 2, lett. e) — definizione di periodo notturno e di lavoratore notturno: è lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore nel periodo notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, o la quota diversa fissata dalla contrattazione collettiva.
  • D.Lgs. 66/2003, art. 14 — obbligo di visita medica preventiva prima dell'adibizione al lavoro notturno; art. 15 — periodicità minima biennale delle visite sanitarie, con facoltà del medico competente di definire una cadenza più ravvicinata in caso di patologie.
  • D.Lgs. 66/2003, art. 11 — limite di 8 ore di lavoro notturno come media per ogni periodo di 24 ore; art. 12 — esclusioni e deroghe (gravidanza, figli minori, disabilità a carico) accertate dal medico competente ai sensi del D.Lgs. 81/08.
  • Art. 41, comma 2 D.Lgs. 81/08 — sorveglianza sanitaria: visita preventiva, periodica, al rientro da assenza > 60 giorni continuativi e a richiesta del lavoratore; il medico competente esprime giudizio di idoneità alla mansione notturna con eventuali prescrizioni o limitazioni (comma 6).
  • D.Lgs. 151/2001, artt. 11-12 — divieto di adibire al lavoro notturno le lavoratrici in gravidanza accertata e fino al compimento di un anno di vita del bambino.
  • D.Lgs. 67/2011 — accesso anticipato al pensionamento per lavoratori impegnati in attività usuranti, tra cui il lavoro notturno per almeno 6 ore nel periodo notturno per almeno 64 notti/anno negli ultimi 7 anni prima della pensione.

Pubblicazioni scientifiche di riferimento

  • IARC Monographs Vol. 124 (2020) — Night shift work: probable carcinogen (Group 2A).
  • Costa G. — Shift work and occupational medicine: an overview (Occup Med).
  • SIMLII — Linee guida per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori notturni.
  • WHO — Healthy workplaces: a model for action (shift work and health).
  • EU-OSHA — Working time: impact on safety and health.

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Organizziamo visite preventive e periodiche per i lavoratori notturni con ECG ed esami ematochimici e gestiamo le scadenze.

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Domande frequenti

Chi è considerato lavoratore notturno?
In sintesi, chi svolge almeno 3 ore tra le 24 e le 5 in modo abituale, secondo i criteri dell'art. 1 D.Lgs. 66/2003.
Ogni quanto si fa la visita?
Almeno ogni 2 anni, con periodicità che può essere ridotta dal medico competente.
Si può rifiutare il lavoro notturno?
Esistono casi previsti dalla legge (gravidanza, figli minori a carico in alcune ipotesi, motivi di salute attestati dal medico competente).
Quali patologie possono dare inidoneità?
Disturbi del sonno gravi, patologie cardiovascolari o metaboliche scompensate, alcune patologie psichiatriche: la valutazione è caso per caso.
Quante ore notturne definiscono il lavoratore notturno?
Ai sensi dell'art. 1 del D.Lgs. 66/2003, è lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore di lavoro nel periodo notturno (di norma 00:00-05:00) per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, oppure per una quota superiore fissata dai contratti collettivi.
Il lavoro notturno aumenta il rischio cardiovascolare?
Le evidenze scientifiche (studi di coorte, meta-analisi EU-OSHA e IARC) indicano un'associazione tra lavoro a turni notturni e aumento del rischio di patologie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, ictus) e metaboliche (diabete tipo 2, sindrome metabolica). Per questo il medico competente valuta con attenzione la presenza di ipertensione, dislipidemie e alterazioni glicemiche nella sorveglianza periodica dei lavoratori notturni.

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Fonti

Le fonti citate riguardano normativa primaria, documenti istituzionali e linee guida.

  1. D.Lgs. 66/2003, artt. 14-15 — Sorveglianza sanitaria lavoratori notturni
  2. D.Lgs. 67/2011, artt. 1-7 — Accesso anticipato al pensionamento per lavoratori impegnati in attività usuranti (include il lavoro notturno)
  3. IARC Monographs Vol. 124 — Night shift work (Gruppo 2A)
  4. SIMLII — Linee guida per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori notturni e a turni
  5. INAIL — Turni notturni e salute: indicazioni per la prevenzione

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