Classificazione degli agenti biologici
Gli agenti biologici sono classificati in quattro gruppi: dal gruppo 1 (basso rischio individuale e collettivo) al gruppo 4 (alto rischio individuale e collettivo, malattie gravi senza profilassi efficace). La classificazione tiene conto del potere infettivo, della gravità della malattia, della trasmissibilità e della disponibilità di vaccinazioni o terapie. Negli ambienti sanitari e di pulizia sono frequenti esposizioni a gruppi 2 e 3.
Valutazione del rischio biologico
La valutazione considera il tipo di attività (uso deliberato di agenti biologici o esposizione potenziale), le modalità di trasmissione (contatto, droplet, aerosol, ferite), le caratteristiche degli ambienti e dei pazienti o materiali manipolati. Negli ospedali, nelle RSA, nei laboratori e nei servizi di pulizia ospedaliera la valutazione è particolarmente articolata e richiede aggiornamenti frequenti.
Misure di prevenzione collettiva
Le misure collettive comprendono procedure di igiene, sistemi di ventilazione, segregazione di aree e materiali, sterilizzazione, gestione corretta dei rifiuti speciali. Nei servizi di pulizia è essenziale la formazione su procedure differenziate per aree a diverso rischio e l’uso corretto dei prodotti disinfettanti, anche per evitare reazioni chimiche o esposizioni inutili.
DPI specifici
I DPI per il rischio biologico includono guanti, mascherine chirurgiche o filtranti facciali (FFP2/FFP3 a seconda del rischio), camici, occhiali o visiere, calzari. La scelta dipende dall’agente e dalla modalità di esposizione. La formazione su vestizione e svestizione corrette è fondamentale per evitare contaminazioni.
Vaccinazioni in ambito lavorativo
Per alcune mansioni le vaccinazioni sono fortemente raccomandate o necessarie come misura di prevenzione: epatite B per gli operatori sanitari, antitetanica, in alcuni casi morbillo-parotite-rosolia, varicella, influenza stagionale, COVID-19 secondo indicazioni vigenti. Il medico competente valuta lo stato vaccinale del lavoratore e propone le vaccinazioni indicate, nel rispetto del consenso informato.
Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza include visita medica, accertamenti specifici (titoli anticorpali, indagini tubercolari) e gestione degli incidenti di esposizione (puntura accidentale, schizzo, contatto con materiale biologico). La periodicità è generalmente annuale, con possibili approfondimenti in funzione del rischio specifico e del tipo di agente.
Gestione degli incidenti di esposizione
In caso di incidente (puntura, taglio, contaminazione mucosa) deve essere attivata una procedura predefinita: lavaggio immediato, segnalazione al medico competente o ai servizi di emergenza, valutazione del rischio post-esposizione, eventuale profilassi. La tracciabilità degli incidenti consente di migliorare le procedure e ridurre la frequenza degli eventi.
Formazione continua
La formazione sui rischi biologici deve essere ricorrente e calibrata sulle mansioni: addetti alle pulizie, OSS, infermieri, medici, tecnici di laboratorio hanno esigenze formative differenti. L’aggiornamento è particolarmente importante in occasione di epidemie o emergenze sanitarie, quando le procedure possono essere riviste rapidamente.