Definizione di lavoro in quota
Il Titolo IV Capo II del D.Lgs. 81/08 considera lavoro in quota qualsiasi attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile. Rientrano lavori su tetti, ponteggi, trabattelli, scale, piattaforme di lavoro elevabili, opere su silos, gru e antenne. La specifica natura del lavoro in quota richiede sia misure tecniche di prevenzione (sistemi di protezione collettiva e individuale) sia un’attenta valutazione dell’idoneità del lavoratore.
Requisiti psico-fisici
L’idoneità ai lavori in quota richiede una valutazione clinica accurata: stato cardiovascolare, condizioni neurologiche, equilibrio, capacità visive, eventuali terapie farmacologiche che possono alterare la vigilanza. Anche fattori psicologici (vertigini, attacchi di panico) sono rilevanti. Il giudizio è espresso dal medico competente in base al protocollo sanitario specifico.
Accertamenti del medico competente
Il protocollo per i lavori in quota include generalmente esame clinico completo, ECG, valutazione della funzione visiva, eventuale esame audiometrico e prove di equilibrio. Possono essere richiesti accertamenti di laboratorio e, in casi specifici, valutazioni specialistiche. Per i lavori su funi sono previsti requisiti formativi aggiuntivi previsti dall’Allegato XXI del D.Lgs. 81/08.
Periodicità delle visite
La periodicità delle visite è in genere annuale, con possibili intervalli più brevi in presenza di condizioni cliniche che richiedono monitoraggio. La visita preventiva precede sempre l’adibizione alla mansione, in modo da escludere controindicazioni prima dell’avvio dell’attività. Le visite straordinarie sono attivate in caso di eventi avversi o segnalazioni.
DPI e sistemi anticaduta
I sistemi anticaduta (imbracature, cordini, dispositivi retrattili, linee vita) sono indispensabili nei lavori in quota dove non sono possibili protezioni collettive. Devono essere certificati, manutenuti e correttamente utilizzati. La formazione specifica sul loro impiego è obbligatoria e va ripetuta nel tempo per mantenere competenze adeguate.
Lavori in spazi confinati ed elevati
Alcune lavorazioni combinano lavoro in quota con altre criticità: spazi confinati, esposizione a sostanze pericolose, condizioni meteo avverse. In questi casi la valutazione si arricchisce e il protocollo sanitario va integrato considerando tutti i rischi simultaneamente, oltre alla formazione specifica e alle procedure di soccorso.
Idoneità con limitazioni
Il medico può esprimere giudizi di idoneità con limitazioni: ad esempio idoneità a lavori fino a una certa altezza, esclusione di particolari sistemi di accesso, divieto di lavoro su funi. Queste limitazioni devono essere rispettate e comunicate ai responsabili che pianificano le attività. Modifiche delle limitazioni richiedono rivalutazione clinica.
Sicurezza in cantiere
Nei cantieri il lavoro in quota richiede pianificazione attenta: scelta di attrezzature adeguate, organizzazione delle attività, gestione dei rischi di interferenza, presenza di addetti formati al soccorso. La sorveglianza sanitaria del singolo lavoratore si integra con la gestione complessiva della sicurezza del cantiere a cura del coordinatore.